Agevolazioni fiscali per calciatori e sportivi professionisti

Il Decreto Crescita 2019 ha modificato la disciplina sul “rientro dei cervelli” e sui “lavoratori impatriati” in Italia, estendendone l’applicazione oltre i limiti precedentemente previsti e offrendo nuove opportunità per l’ampliamento del periodo di fruizione del beneficio fiscale e riducendo fino al 10% le imposte dovute, nonché prevedendo, con la sua conversione in legge, un particolare regime per gli sportivi professionisti (es. calciatori).

Rientro dei cervelli: condizioni generali

Con l’art. 5 del Decreto Crescita il Governo procede alla modifica delle disposizioni previste in materia di “rientro dei cervelli”, di cui all’art. 44 del D.L. n. 78/2010, e di quelle relative ai “lavoratori rimpatriati”, prevista dall’art. 16 del D.Lgs. n. 147/2015, allargando la platea di contribuenti che possono usufruire dell’agevolazione fiscale.

In linea generale, i requisiti da rispettare per accedere all’agevolazione da parte del contribuente che abbia avuto un’esperienza lavorativa all’estero sono:

  • non essere risultato residente in Italia per i 2 periodi d’imposta precedenti al rientro in Italia;
  • l’impegno a rimanere residente in Italia per almeno 2 periodi d’imposta;
  • svolgere la futura attività lavorativa prevalentemente nel territorio italiano.

Ne deriva che non è più richiesto che il lavoro svolto all’estero sia caratterizzato da una posizione direttiva, elevata qualificazione o specializzazione. Così come viene generalizzato per tutte le fattispecie il requisito della permanenza in Italia per almeno 2 anni.

Inoltre, l’applicazione dei benefici per il “rientro dei cervelli” non necessita più che il lavoratore, una volta rientrato in Italia, debba prestare la propria attività lavorativa a favore di un’impresa residente o della relativa controllata.

Le attività lavorative, svolte dal contribuente una volta rientrato in Italia e coperte dall’agevolazione per il “rientro dei cervelli” sono, oltre a quella di lavoro dipendente, anche quelle assimilate al lavoro dipendente, di lavoro autonomo, nonché le attività d’impresa avviate dal periodo successivo al 31 dicembre 2019.

Rientro dei cervelli: durata generale del beneficio e riduzione delle imposte

La durata del beneficio fiscale per il “rientro dei cervelli” è di 5 anni, per il quale opera un abbattimento dell’imponibile del 70%, cosicché le imposte restano dovute sono sul 30% dei redditi percepiti.

In alcuni casi il beneficio fiscale viene esteso per ulteriori 5 anni, vale a dire quando:

  • il lavoratore rientrato diventi proprietario di almeno un’unità immobiliare di tipo residenziale in Italia (la quale può essere acquistata direttamente dal lavoratore oppure dal coniuge, dal convivente o dai figli, anche in comproprietà);
  • per il lavoratore che abbia almeno un figlio minorenne o a carico, anche in affido preadottivo.

In questi casi, negli ulteriori cinque periodi di imposta i redditi prodotti concorrono alla formazione del reddito imponibile limitatamente al 50 % del loro ammontare. Altresì, per i lavoratori che abbiano almeno tre figli minorenni o a carico, anche in affido preadottivo, i redditi agevolati prodotti, negli ulteriori cinque periodi di imposta, concorrono alla formazione del reddito imponibile solo per il 10%, cosicché risultano detassati del 90%.

Infine, viene previsto che la tassazione risulterà del 10% per i lavoratori che trasferiscano la residenza fiscale nelle Regioni del Sud d’Italia (quali Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sardegna, Sicilia).

Agevolazioni fiscali per calciatori e sportivi professionisti: regole speciali

In sede di conversione del Decreto Crescita in legge il Parlamento ha ritenuto di integrarne il contenuto al fine di prevedere una disciplina particolare da dedicare alle agevolazioni per gli sportivi professionisti (es. calciatori).

Qualora non fosse stata apportata alcuna modifica al Decreto Crescita in sede di conversione, gli sportivi professionisti sarebbero stati assoggettati al regime di agevolazione generale sopra esposto dedicato al rientro dei lavoratori in Italia.

Invece, con la Legge di n. 58/2019 sono stati aggiunti i commi 5-quater e 5-quinquies all’art. 16 del D.Lgs. n. 147/2015, i quali hanno limitato le agevolazioni applicabili agli sportivi professionisti, forse al fine di evitare che atleti facoltosi usufruissero a pieno di un’agevolazione fiscale pensata per una platea di normali contribuenti.

Il regime speciale in questione è dedicato agli sportivi professionisti (es. i calciatori) che rientrano nel campo di applicazione della Legge n. 91/1981, vale a dire, ai sensi del relativo art. 2: gli atleti, gli allenatori, i direttori tecnico sportivi ed i preparatori atletici, che esercitano l’attività sportiva a titolo oneroso con carattere di continuità nell’ambito delle discipline regolamentate dal CONI e che conseguono la qualificazione dalle federazioni sportive nazionali, secondo le norme emanate dalle federazioni stesse, con l’osservanza delle direttive stabilite dal CONI per la distinzione dell’attività dilettantistica da quella professionistica.

Anche in questo caso, ai fini dell’applicabilità dell’opzione per l’agevolazione fiscale, è necessario che lo sportivo professionista:

  • non sia risultato residente in Italia per i 2 periodi d’imposta precedenti al rientro in Italia;
  • si impegni a rimanere residente in Italia per almeno 2 periodi d’imposta;
  • svolga la futura attività lavorativa prevalentemente nel territorio italiano.

Per tali contribuenti l’agevolazione fiscale consiste nella non imponibilità del 50% dei redditi tassabili ai fini IRPEF (con l’imponibilità della restante parte del 50%), che siano qualificabili come redditi di lavoro dipendente o di lavoro autonomo, in luogo della detassazione del 70% applicabile secondo il regime generale dei lavoratori impatriati.

Altresì, agli sportivi professionisti non trovano applicazione le riduzioni dell’imponibile al 10% del reddito complessivo previste dal regime generale per:

  • i lavoratori che abbiano almeno 3 figli minorenni o a carico (anche in affido preadottivo);
  • coloro che trasferiscono la residenza in una delle seguenti regioni: Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sardegna, Sicilia.

Gli sportivi professionisti che optano per l’agevolazione fiscale in commento sono anche tenuti al pagamento di un contributo dello 0,5% calcolato sul reddito assoggettato a tassazione. Le entrate derivanti da questo contributo sono destinate al bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio dei Ministri che li impiega per il potenziamento dei settori giovanili dello sport.

Per quanto il legislatore fiscale abbia voluto negare agli sportivi professionisti i più ampi benefici di cui godono i normali lavoratori impatriati, non può essere negato che la riduzione della base imponibile del 50% continui a costituire un’agevolazione fiscale fortemente appetibile, soprattutto se valutata in relazione a compensi milionari a cui si assiste nel settore del calcio.

Ciò non esclude che ogni situazione deve essere analizzata con cautela al fine di definire con precisione nel preciso caso in esame l’applicabilità dell’agevolazione fiscale e la sua misura.

Infatti, alcuni atleti che sono apparentemente colpiti dalla riduzione del beneficio fiscale, quale non imponibilità al 50%, in realtà potrebbero possedere i requisiti per il riconoscimento della non imponibilità al 70%. Altre volte, invece, è necessario comprendere la reale natura del reddito percepito dall’atleta professionista oppure altri elementi particolari del caso al fine di confermare l’applicabilità dell’agevolazione fiscale in commento.

La mancata considerazione di questi aspetti può portare a sottovalutare i maggiori benefici applicabili oppure ad usufruire benefici di cui non si ha diritto.

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Avv. Antonio Merola

Avvocato tributarista specializzatosi in Fiscalità Internazionale in Olanda presso l’International Tax Center (ITC Leiden) dell’Università di Leiden con LL.M. (Master of Laws) in International Tax Law (dopo un Master Universitario in Pianificazione Tributaria Internazionale e un Master Universitario in Diritto Tributario in Italia), da diversi anni si occupa di Consulenza Fiscale e Contenzioso Tributario a favore di Persone Fisiche e Società.