Dropshipping: venditore responsabile per IVA e dazi doganali

Nel dropshipping il venditore è responsabile del mancato pagamento dell’IVA e dei dazi doganali all’importazione, essendo tenuto a controllare la regolare introduzione delle merci nel mercato dell’Unione europea.

1. Dropshipping e aspetti fiscali

Il dropshipping è una modalità di vendita attualmente molto utilizzata nell’e-commerce, in quanto permette al venditore di non accollarsi gli oneri legati a stoccaggio, imballaggio e spedizione della merce, provvedendo solo a pubblicizzarla e a commercializzarla applicando un proprio margine di ricarico, lasciando che i prodotti venduti vengano spediti direttamente dal fornitore all’acquirente finale.

Sotto il profilo della tassazione, colui che vende la merce online in modalità dropshipping è tenuto agli stessi adempimenti di un negozio e-commerce, tuttavia particolari cautele devono essere adoperate nel caso in cui la merce venduta provenga da Stati extra-UE.

Infatti, nel dropshipping può capitare che il venditore abbia solamente dei rapporti a distanza con il fornitore extra-UE e che, quindi, non ne conosca l’affidabilità e non abbia alcuna garanzia sul corretto assolvimento degli adempimenti fiscali richiesti dall’Unione europea ai fini dell’importazione della merce nel proprio mercato.

Spesso nel dropshipping venditore e fornitore stipulano un contratto in base al quale quest’ultimo si impegna a rappresentare al secondo le precise caratteristiche della merce destinata alla vendita, in modo da permettere di pubblicizzarla e di rappresentarne le caratteristiche all’acquirente finale, ma poco rilievo viene dato agli aspetti fiscali, che sono altrettanto importanti.

2. Dropshipping e responsabilità per IVA e dazi doganali

La mancata partecipazione materiale e diretta del venditore al procedimento di stoccaggio, imballaggio e spedizione della merce, tuttavia, non lo priva di responsabilità per il caso in cui il fornitore non abbia provveduto al versamento dell’IVA e dei dazi doganali al momento dell’immissione della merce nel territorio dell’Unione europea.

Ne deriva che le autorità fiscali dell’Unione europea, al fine di recuperare le imposte non assolte in sede di importazione, potranno rivolgersi al produttore extra-UE, agli acquirenti finali e allo stesso venditore, essendo tutti considerati come debitori d’imposta.

Sussiste, quindi, a carico del venditore il dovere di verificare che il fornitore proceda alla regolare introduzione della merce nel territorio dell’UE e alla relativa tassazione, pena l’estensione nei suoi riguardi della responsabilità per le imposte non versate.

Questo, d’altra parte, è quanto sostenuto dalla Corte di Giustizia dell’Unione europea, la quale nella causa C-454/10 – riguardante un venditore UE che, attraverso la piattaforma eBay, vendeva nell’Unione europea, in modalità dropshipping, merce proveniente dalla Cina – ha stabilito che:” va considerato debitore dell’obbligazione doganale sorta per effetto dell’introduzione irregolare di merci nel territorio doganale dell’Unione europea colui che, pur senza concorrere direttamente all’introduzione, vi abbia partecipato come intermediario ai fini della conclusione di contratti di compravendita relativi alle merci medesime, qualora sapesse o dovesse secondo ragione sapere che tale introduzione sarebbe stata irregolare, circostanza che spetta al giudice del rinvio acclarare.”.

Se è vero che la responsabilità per il pagamento delle imposte evase ricade su tutti i coobbligati coinvolti, quali fornitore, venditore e acquirente, è altrettanto vero che le Autorità fiscali potrebbero ritenere più opportuno, in termini di costi-benefici, dirigere la propria pretesa nei confronti del venditore, prima ancora che nei riguardi dei singoli acquirenti oppure del fornitore che risiede fuori dall’Unione europea.

Oltre agli aspetti prettamente commerciali, nelle vendite in dropshipping è necessario verificare con cautela anche gli aspetti tributari, per non violare la normativa fiscale e incappare nelle relative sanzioni pecuniarie.

3. Consulenza fiscale internazionale per il caso concreto

Le informazioni sopra indicate hanno carattere meramente generale, perché all’atto pratico la normativa fiscale internazionale è costellata di eccezioni e deroghe da applicarsi a seconda dei dettagli del preciso caso concreto in esame e che, quindi, non possono essere sottovalutate.

La fiscalità internazionale è la materia dei dettagli. Spesso accade che, anche un singolo dettaglio del caso concreto, apparentemente irrilevante, richieda una soluzione della problematica completamente diversa da quella ritenuta adeguata a un primo sguardo della situazione.

Inoltre, l’approfondimento della situazione concreta spesso esclude delle irregolarità che il contribuente pensava di aver commesso e, invece, mette in luce delle problematiche che il contribuente nemmeno pensava di avere.

Questo può capitare se il contribuente esamina la propria posizione dal punto di vista di una sola norma ritenuta “a priori” applicabile, quando, invece, il caso deve essere inquadrato, attraverso la necessaria analisi condotta alla luce dell’intero ordinamento tributario, sotto il profilo di una diversa norma.

Quindi, l’analisi fiscale internazionale è necessaria per inquadrare tutti i dettagli sostanziali del caso in esame ed evitare errori di valutazione da cui possano scaturire violazioni fiscali che darebbero luogo al recupero delle imposte evase e all’applicazione delle sanzioni da parte dell’Agenzia delle Entrate, tali da erodere il reddito prodotto dal contribuente e causargli un grave danno economico.

D’altra parte, la difesa da un avviso di accertamento dell’Agenzia delle Entrate non può mai essere efficace quanto la prevenzione delle violazioni fiscali attuata con una strategia di analisi preventiva.

Quindi la verifica da parte di un professionista specializzato in fiscalità internazionale circa le problematiche del preciso caso concreto costituisce un passaggio essenziale.

Lo Studio ITAXA ha maturato una lunga esperienza nell’analisi delle questioni di fiscalità internazionale.

Se desideri richiedere una consulenza fiscale internazionale allo Studio ITAXA per il tuo preciso caso concreto, scrivici all’indirizzo info@itaxa.it oppure compila il Modulo di contatto.

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Avv. Antonio Merola

Avvocato tributarista specializzatosi in Fiscalità Internazionale in Olanda presso l’International Tax Center (ITC Leiden) dell’Università di Leiden con LL.M. (Master of Laws) in International Tax Law (dopo un Master Universitario in Pianificazione Tributaria Internazionale e un Master Universitario in Diritto Tributario in Italia), Partner dello Studio ITAXA specializzato in Consulenza Fiscale Internazionale, da diversi anni si occupa di Consulenza Fiscale e Contenzioso Tributario a favore di Persone Fisiche e Società.