Esercizio di navi e aerei in traffico internazionale: regole di tassazione

Con la recente modifica del Modello OCSE di Convenzione contro le doppie imposizioni e del relativo Commentario, intervenuto nell’anno 2017, cambiano le regole per la tassazione degli utili derivanti dall’esercizio di navi e aerei impiegati in traffico internazionale.

In particolare, precedentemente l’art. 8 del Modello OCSE di Convenzione contro le doppie imposizioni prevedeva che gli utili derivanti dall’esercizio di navi e aerei impiegati in traffico internazionale fossero tassati nel Paese in cui fosse situata la sede della direzione effettiva dell’impresa.

Tale disposizione traeva le sue origini dalle regole contenute agli inizi del ventesimo secolo nei sistemi fiscali domestici della maggior parte dei Paesi occidentali, secondo le quali le imprese esercenti attività di spedizioni internazionali non erano assoggettate a tassazione nei territori in cui queste avessero detenuto una stabile organizzazione, a condizioni che avessero la propria sede di direzione effettiva all’estero.

Numerose problematiche iniziarono a sorgere quando tali imprese cominciarono a porre in essere pianificazioni fiscali volte a collocare la propria sede di direzione effettiva, di volta in volta, negli Stati in cui rinvenivano il sistema fiscale più vantaggioso, venendo quindi ad essere assoggettate ad una bassa o irrilevante tassazione, pur beneficiando della esenzione da imposta nei numerosi Stati in cui operavano attraverso una stabile organizzazione.

A ciò si aggiungeva che spesso la lettera dell’art. 8 del Modello OCSE veniva spesso mal interpretata a livello internazionale, laddove per l’identificazione del centro di direzione effettiva spesso si faceva riferimento alla “società” in questione e non alla “impresa”, il che comportava diverse problematiche nell’applicazione della suddetta regola.

Per superare queste problematiche, quindi, con il recente aggiornamento del Modello OCSE e del relativo Commentario, intervenuto nel 2017, la comunità internazionale in sede OCSE ha optato per la modifica dell’art. 8 del Modello OCSE, nel senso che adesso la tassazione degli utili derivanti dall’esercizio di navi e aerei impiegati in traffico internazionale debba avvenire solo ed esclusivamente nel Paese in cui il soggetto, esercente l’attività di traffico internazionale, ha la propria residenza fiscale.

Ciò costituisce una deroga alla regola generale di tassazione degli utili d’impresa, prevista dall’art. 7 del Modello OCSE. Infatti, secondo il citato art. 7, gli utili d’impresa devono essere tassati nel Paese in cui il soggetto esercente l’attività ha la propria residenza fiscale, a meno che questo non disponga di una stabile organizzazione in un altro Paese, nel qual caso gli utili possono essere tassati anche da quest’ultimo.

Diversamente, l’art. 8 del Modello OCSE, derogando alla regola generale prevista nell’art. 7, dispone che in ogni caso gli utili derivanti dall’esercizio di navi e aerei impiegati in traffico internazionale debbano essere assoggettati a tassazione esclusivamente nel Paese della residenza fiscale del soggetto, quindi anche qualora quest’ultimo disponga di una stabile organizzazione in uno Stato estero in cui opera. Ne consegue che lo Stato estero che vedesse tale impresa operare nel proprio territorio attraverso una stabile organizzazione, non potrebbe sottoporla a tassazione, in applicazione del regime derogatorio disposto dall’art. 8 del Modello OCSE.

La riformulazione dell’art. 8 del Modello OCSE, eliminando i margini per una errata interpretazione del contenuto della disposizione, contribuisce alla certezza della normativa in materia di tassazione delle attività di traffico internazionale a mezzo navi o aerei, spingendo le compagnie a ridisegnare le proprie strategie d’investimento in considerazione degli effetti che potranno subire le proprie attività in ragione dell’implementazione, da parte dei Paesi, delle nuove regole di tassazione.

Consulenza fiscale internazionale per il caso concreto

Le informazioni sopra indicate hanno carattere meramente generale, perché all’atto pratico la normativa fiscale internazionale è costellata di eccezioni e deroghe da applicarsi a seconda dei dettagli del preciso caso concreto in esame e che, quindi, non possono essere sottovalutate.

La fiscalità internazionale è la materia dei dettagli. Spesso accade che, anche un singolo dettaglio del caso concreto, apparentemente irrilevante, richieda una soluzione della problematica completamente diversa da quella ritenuta adeguata a un primo sguardo della situazione.

Inoltre, l’approfondimento della situazione concreta spesso esclude delle irregolarità che il contribuente pensava di aver commesso e, invece, mette in luce delle problematiche che il contribuente nemmeno pensava di avere.

Questo può capitare se il contribuente esamina la propria posizione dal punto di vista di una sola norma ritenuta “a priori” applicabile, quando, invece, il caso deve essere inquadrato, attraverso la necessaria analisi condotta alla luce dell’intero ordinamento tributario, sotto il profilo di una diversa norma.

Quindi, l’analisi fiscale internazionale è necessaria per inquadrare tutti i dettagli sostanziali del caso in esame ed evitare errori di valutazione da cui possano scaturire violazioni fiscali che darebbero luogo al recupero delle imposte evase e all’applicazione delle sanzioni da parte dell’Agenzia delle Entrate, tali da erodere il reddito prodotto dal contribuente e causargli un grave danno economico.

D’altra parte, la difesa da un avviso di accertamento dell’Agenzia delle Entrate non può mai essere efficace quanto la prevenzione delle violazioni fiscali attuata con una strategia di analisi preventiva.

Quindi la verifica da parte di un professionista specializzato in fiscalità internazionale circa le problematiche del preciso caso concreto costituisce un passaggio essenziale.

Lo Studio ITAXA ha maturato una lunga esperienza nell’analisi delle questioni di fiscalità internazionale.

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Avv. Antonio Merola

Avvocato tributarista specializzatosi in Fiscalità Internazionale in Olanda presso l’International Tax Center (ITC Leiden) dell’Università di Leiden con LL.M. (Master of Laws) in International Tax Law (dopo un Master Universitario in Pianificazione Tributaria Internazionale e un Master Universitario in Diritto Tributario in Italia), Partner dello Studio ITAXA specializzato in Consulenza Fiscale Internazionale, da diversi anni si occupa di Consulenza Fiscale e Contenzioso Tributario a favore di Persone Fisiche e Società.