Esterovestizione societaria: come indaga il Fisco?

Nei recenti anni l’Amministrazione finanziaria ha concentrato l’attenzione sui fenomeni di evasione fiscale a carattere internazionale, vale a dire le operazioni con cui le imprese italiane tendono a spostare all’estero le relative basi imponibili e i profitti, per beneficiare di una tassazione inferiore a quella italiana oppure della completa esenzione d’imposta,  tra le quali rientra la c.d. esterovestizione societaria.

Le “indagini” del Fisco per scovare la esterovestizione societaria

Tra le pratiche di evasione fiscale più diffuse a livello internazionale che il Fisco italiano si sta impegnando a combattere c’è quella della esterovestizione societaria, che consiste nella formale costituzione di società all’estero per lo svolgimento di attività che nella sostanza sono riconducibili all’Italia, in ragione della presenza nel nostro Paese della sede di amministrazione effettiva o dell’oggetto principale dell’attività.

Numerosi sono gli strumenti messi in campo dall’Amministrazione finanziaria per scovare i fenomeni di esterovestizione societaria, attraverso l’attività sia dell’Agenzia delle Entrate sia della Guardia di Finanza.

1. Previsione strategica

Con questa attività il Fisco mira a programmare i controlli fiscali da svolgersi durante l’anno sulla base di particolari indici di pericolosità fiscale i quali, ove rinvenuti a carico dei contribuenti, fanno scaturire una serie di ulteriori accertamenti di natura sostanziale.

Ai fini della esterovestizione societaria, una volta acquisiti ulteriori notizie e documentazioni in relazione allo specifico contribuente è possibile verificare se nel preciso caso gli indici di pericolosità fiscale corrispondono o meno ad una effettiva condotta di evasione fiscale, nel senso che il soggetto estero, in realtà, debba essere considerato fiscalmente residente in Italia e qui devono essere tassati i redditi formalmente prodotti all’estero.

2. Collaborazione internazionale

Attraverso la cooperazione con le Autorità fiscali dei Paesi stranieri l’Amministrazione finanziaria italiana ha la possibilità di reperire informazioni sulle società estere rispetto alle quali sussistono degli indizi di esterovestizione societaria, per verificare se negli altri Stati queste svolgano effettivamente le proprie attività e siano dotate di una struttura con una determinata concretezza economica che ne giustifichino la residenza fiscale estera.

Con la sostanziale caduta del segreto bancario a livello internazionale  e l’implementazione degli accordi internazionali sullo scambio “automatico” (oltre a quello “spontaneo” e “su richiesta”) delle informazioni fiscali tra gli Stati genera una continua trasmissione al Fisco italiano di informazioni riguardanti le caratteristiche e le modalità di operatività dei soggetti esteri che hanno collegamenti con l’Italia, dalle quali l’Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza possono trarre utili elementi per configurare l’esterovestizione societaria.

3. Verifica fiscale

L’Amministrazione finanziaria è dotata anche di poteri di controllo più invasivi, che consistono nella possibilità, con le modalità previste dalla legge, di effettuare accessi nei locali di contribuenti per compiere ispezioni documentali e ricerche di elementi di collegamento di società estere con il territorio italiano da utilizzare per ricondurre al nostro Paese la rispettiva residenza fiscale, acquisendo:

– documentazione contabile;

– documentazione extracontabile;

– documentazione in formato digitale;

– dichiarazioni di soggetti legati alla società sottoposta a verifica;

– ulteriore documentazione utile a ricondurre la società estera all’Italia.

Frequentemente l’Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza eseguono le verifiche nei locali di società italiane che hanno collegamenti con società estere, al fine di rinvenire documentazione utile a dimostrare che le prime assumono, nella sostanza, la direzione delle seconde, individuando nello Stato italiano la sede amministrativa, o che l’attività di queste ultime, in realtà, si svolga in Italia per il tramite delle prime, riconducendo al territorio italiano l’oggetto principale dell’attività.

Attività di accertamento delle imposte evase e applicazione delle sanzioni

Una volta acquisita la documentazione i verificatori procedono a classificarla, organizzarla ed analizzarla, chiedendo eventuali chiarimenti al contribuente.

In questa fase vengono valorizzati tutti gli elementi che permettono di ricondurre all’Italia la sede amministrativa o l’oggetto sociale della società estera e, quindi, di contestare la esterovestizione societaria.

Inoltre, con riferimento alle società estere che detengono partecipazioni di controllo in società italiane, al Fisco basta dimostrare che la società estera sia controllata oppure amministrata da soggetti residenti in Italia, affinché sia possibile presumere per legge la configurazione della esterovestizione societaria ovvero che tali società estere siano, in realtà, fiscalmente residenti in Italia. Altre presunzioni di esterovestizione sono, inoltre, previste dalla legge con riferimento ai trust e agli OICR (Organismi di Investimento Collettivo del Risparmio).

Qualora tali elementi siano sufficienti a configurare in Italia la residenza fiscale della società estera, il Fisco procede al recupero delle imposte non pagate in Italia e all’applicazione delle sanzioni conseguenziali.

Se a seguito della individuazione delle violazioni commesse e del calcolo dell’ammontare delle imposte evase i verificatori rilevano la eventuale commissione di reati fiscali, procedono alla segnalazione della notizia di reato all’Autorità giudiziaria la quale avvia il procedimento a carico dei soggetti ai quali sono imputabili le condotte penalmente rilevanti.

Ne deriva che una corretta pianificazione fiscale internazionale delle strategie di investimento all’estero non può prescindere dalla considerazione del rischio di subire le contestazioni del Fisco italiano per esterovestieione societaria.

Per richiedere una consulenza fiscale internazionale in materia di esterovestizione societaria scrivici all’indirizzo info@itaxa.it oppure compila il Modulo di contatto.

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Avv. Antonio Merola

Avvocato tributarista specializzatosi in Fiscalità Internazionale in Olanda presso l’International Tax Center (ITC Leiden) dell’Università di Leiden con LL.M. (Master of Laws) in International Tax Law (dopo un Master Universitario in Pianificazione Tributaria Internazionale e un Master Universitario in Diritto Tributario in Italia), da diversi anni si occupa di Consulenza Fiscale e Contenzioso Tributario a favore di Persone Fisiche e Società.