FATCA: cosa fare? Streamlined Procedure!

Con l’entrata in vigore dell’Accordo FATCA tra Italia e Stati Uniti, che garantisce lo scambio delle informazioni finanziarie tra i due Paesi, i cittadini americani residenti in Italia sono tenuti a valutare la possibilità di regolarizzare la propria posizione fiscale nei confronti dell’IRS (Internal Revenue Service), pena l’applicazione delle sanzioni per evasione fiscale e di quelle più gravi sotto il profilo penale.

Vedi anche: FATCA: cos’è e conseguenze per i cittadini americani

Cittadini americani residenti in Italia: obblighi fiscali

Il sistema fiscale statunitense si caratterizza per la particolarità che gli obblighi dichiarativi sono posti a carico di tutti i cittadini americani, a prescindere dal fatto che questi possano essere solamente nati negli Stati Uniti e poi andati a vivere altrove acquisendo la residenza fiscale di un altro Paese (“Accidental Americans”).

Quindi i cittadini americani che vivono in Italia e hanno acquisito la residenza fiscale italiana restano comunque sottoposti agli obblighi fiscali previsti dalla normativa tributaria statunitense, anche se non hanno mai sostanzialmente vissuto negli Stati Uniti.

Ne deriva che queste persone, come tutti i cittadini americani, ogni anno sono tenuti a  presentare le seguenti dichiarazioni.

  • Dichiarazione dei redditi (tax return)

La dichiarazione va presentata anche se negli Stati Uniti non è stato prodotto alcun reddito, tenendo conto di determinate soglie di esenzione che cambiano a seconda delle caratteristiche dei contribuenti.

  • Modello FBAR (Report of Foreign Bank and Financial Accounts)

In questo modello, da presentarsi ai fini del monitoraggio fiscale degli investimenti all’estero (rispetto agli Stati Uniti), vanno indicati i conti correnti detenuti all’estero il cui valore sia superiore alla soglia dei 10.000 $, considerando la somma dei saldi massimi raggiunti dai conti correnti nell’anno considerato.  Il Modello FBAR è autonomo rispetto alla dichiarazione dei redditi e, pertanto, va compilato anche nel caso in cui il contribuente non sia tenuto a presentare la dichiarazione dei redditi.

  • Form 8938

E’ un modello che va allegato alla dichiarazione fiscale americana, nel quale indicare solo determinati strumenti finanziari esteri rispetto a quelli complessivamente contenuti nel Modello FBAR, tenendo presente determinate soglie di esenzione che cambiano a seconda delle specifiche caratteristiche del contribuente.

Obblighi fiscali e FATCA: cosa fare?

Nonostante la problematica della posizione dei cittadini americani residenti all’estero sia venuta a galla solo negli ultimi anni, con l’Accordo FATCA tra Italia e Stati Uniti per lo scambio delle informazioni fiscali, bisogna sottolineare che i predetti obblighi fiscali a carico dei cittadini americani erano già storicamente previsti dal sistema fiscale degli Stati Uniti.

Tuttavia, prima dell’Accordo FATCA, l’IRS americana non aveva la disponibilità delle informazioni adeguate a verificare la regolarità della posizione fiscale dei cittadini americani nei confronti del Fisco statunitense e, quindi, di procedere al recupero delle imposte evase.

Attualmente, invece, avvalendosi della normativa FATCA il Fisco statunitense può analizzare la effettiva posizione fiscale dei cittadini americani verificando se sono stati correttamente adempiuti gli obblighi previsti dalla normativa tributaria americana.

Ne deriva che, se gli obblighi fiscali a carico dei cittadini americani esistevano ben prima del FATCA, solo adesso l’IRS ha la possibilità di scovare i cittadini americani che si sono sottratti agli adempimenti fiscali obbligatori.

Quindi il contribuente è tenuto a valutare la migliore strada da percorrere per regolarizzare la propria posizione fiscale prima di ricevere un accertamento da parte dell’IRS, il quale impedirebbe di aderire alle procedure di definizione agevolata delle violazioni fiscali.

Autocertificazione FATCA: cosa fare?

Con l’entrata in vigore in Italia dell’accordo FATCA, le banche italiane sono obbligate a compiere la adeguata verifica della propria clientela, al fine di individuare i cittadini americani sulla base degli “indizi di americanità” (“US indicia“) utili ad identificare i correntisti come “US Persons”.

Tali indizi possono essere costituiti, oltre che dalla circostanza che il soggetto si dichiari cittadino americano, dal fatto che il cliente è nato negli Stati Uniti, ha indicato un indirizzo o un numero di telefono statunitense, oppure ha compiuto delle operazioni finanziarie che coinvolgono direttamente o indirettamente gli Stati Uniti.

Quando le banche individuano uno o più “indizi di americanità” solitamente inviano al cliente una prima lettera con la quale lo informano dei nuovi obblighi di adeguata verifica della clientela imposti dalla normativa FATCA, convocandolo presso i propri uffici per confermare la sua qualifica di cittadino americano o, al contrario, per negarla fornendo adeguata giustificazione rispetto a quanto dichiarato.

Se il cliente, una volta convocato, non risponde all’invito, la banca sulla base degli “indizi di americanità” a propria disposizione, può qualificare il soggetto come “US Person” e trasmettere i relativi dati all’Agenzia delle Entrate (che provvederà a scambiarli con l’IRS americana).

In questo caso i dati del correntista possono essere comunicati al Fisco americano anche a prescindere da qualsiasi preavviso o autorizzazione preventiva, non potendo il cliente pretendere un comportamento diverso da parte della banca.

Inoltre, in caso di mancata risposta all’invito da parte del cliente, la banca può ben decidere di chiudere il rispettivo conto corrente.

Al cliente che riconosca di essere cittadino americano conviene, quindi, dichiararlo attraverso la relativa autocertificazione fornita dalla banca.

Diversamente, il cittadino americano che sottoscriva una autocertificazione negando di essere cittadino americano, rischia di venire perseguito penalmente dal Governo americano per aver dichiarato il falso.

Qualora il correntista si dichiari cittadino americano, deve compilare anche il Form W9, attraverso il quale comunica alla banca il proprio SSN (Social Security Number), attribuito alla nascita dall’IRS a tutti i cittadini americani e che permette al Fisco americano di identificare i propri contribuenti.

Qualora il cittadino americano non abbia un SSN, può richiederlo all’Ambasciata americana ottenendo, nell’attesa di ricevere un certificato definitivo, una ricevuta che attesti l’avvenuta richiesta del SSN, da consegnare nell’immediato alla propria banca, alla quale, una volta disponibile, verrà comunicato anche il SSN.

Si sottolinea come, anche se l’Accordo FATCA tra Italia e Stati Uniti preveda, a regime, l’obbligo per le banche italiane di trasmettere le informazioni relative alle “US Person” con un conto finanziario di importo superiore a 50.000 $, nei fatti queste ultime, per evitare di dover verificare il superamento o meno di detta soglia per ciascuno cliente, hanno spesso optato per la trasmissione dei dati di tutti i correntisti interessati, a prescindere dagli importi detenuti sui relativi conti correnti.

Ciò significa che potenzialmente tutti i cittadini americani residenti in Italia possono essere interessati dallo scambio di informazioni tra Italia e Stati Uniti, indipendentemente dal valore dei relativi conti correnti.

Risulta, pertanto, allargato il bacino di contribuenti cittadini americani la cui posizione fiscale può formare oggetto di verifica da parte dell’IRS americana.

FATCA: cosa fare? La soluzione nella Streamlined Foreign Offshore Procedure

Negli ultimi anni il Fisco statunitense ha varato diversi programmi di disclosure al fine di permettere ai contribuenti americani, residenti negli Stati Uniti oppure all’estero, consapevoli o meno delle violazioni tributarie commesse, di regolarizzare la propria posizione fiscale.

Trattandosi della posizione dei cittadini americani residenti in Italia che, con tutta probabilità, hanno omesso gli adempimenti fiscali dettati dalla normativa fiscale americana per non essere a conoscenza dei relativi obblighi, in questa sede ci soffermeremo sulla procedura semplificata di disclosure che più interessa i predetti soggetti, che è la Streamlined Foreign Offshore Procedure.

Diversi programmi di disclosure sono, invece, previsti per i cittadini americani che, pur essendo consapevoli degli obblighi tributari posti a proprio carico dalla normativa americana, hanno comunque deciso di violarli. In questi casi le procedure, più gravose sotto il profilo sanzionatorio, garantiscono una copertura da contestazioni di violazioni, oltre che fiscali, anche di natura penale.

La Streamlined Foreign Offshore Procedure

Con la Streamlined Foreign Offshore Procedure il cittadino americano residente in Italia dichiara sotto la propria responsabilità (penale) che le violazioni fiscali commesse nei riguardi del Fisco statunitense in realtà non erano volute.

Per quanto la predetta possa apparire una dichiarazione meramente formale, in realtà l’ordinamento giuridico statunitense conferisce grande peso alle dichiarazioni dei contribuenti che, se non veritiere, comportano gravi conseguenze sotto il profilo della perseguibilità penale.

Infatti, qualora l’IRS, sulla base di indizi reperiti a seguito di indagini compiute in relazione a particolari operazioni eseguite dal contribuente, accerti che l’evasione commessa da quest’ultimo era pienamente consapevole, lo stesso si vedrà applicare le pesanti sanzioni di natura fiscale e perseguito nell’ambito di un procedimento penale per la falsità delle relative dichiarazioni.

Ne deriva che quello della dichiarazione costituisce un momento particolarmente delicato ai fini della regolarizzazione della propria posizione fiscale.

Venendo ai benefici derivanti dall’adesione alla Streamlined Foreign Offshore Procedure, questi consistono nella possibilità di regolarizzare la posizione fiscale complessiva con il Fisco statunitense senza dover pagare le sanzioni.

Sotto il profilo dell’imposizione, nella maggior parte dei casi le imposte dovute per i redditi prodotti in Italia vengono sostanzialmente azzerate per via dei meccanismi di esenzione (Foreign Earned Income Exclusion) oppure dell’utilizzo del credito per le imposte già corrisposte in Italia (Foreign Tax Credit).

L’adesione alla Streamlined Foreign Offshore Procedure impone lo svolgimento dei seguenti adempimenti:

  • presentazione delle dichiarazione dei redditi (tax return) relative a 3 anni d’imposta;
  • presentazione del Modello FBAR per 6 anni d’imposta.

I più restii ad optare per questa procedura di disclosure devono considerare che, nel caso in cui l’IRS venga in possesso dei relativi dati attraverso lo scambio di informazioni con l’Italia, ha la possibilità, oltre che di recuperare le eventuali imposte e le rispettive sanzioni, di applicare con riferimento all’omessa presentazione del Modello FBAR una sanzione di 10.000 $ per ogni anno e per ciascuno conto corrente rispetto a 6 anni d’imposta.

Quindi, ad esempio, un cittadino americano residente in Italia che ivi abbia 2 conti correnti può essere dall’IRS chiamato a pagare 120.000 $ solo per il fatto di non aver presentato il Modello FBAR relativamente a 6 anni d’imposta.

Può servire rinunciare alla cittadinanza americana?

Per quanto si possa pensare che la rinuncia alla cittadinanza americana faccia venir meno gli obblighi fiscali dei cittadini americani nei riguardi del Fisco statunitense, tale soluzione non è praticabile prima di aver regolarizzato la situazione fiscale per il passato.

Per ottenere la perdita della cittadinanza (con il rilascio del Certificate of Loss of Nationality) i cittadini americani devono dimostrare di essere in una posizione di regolarità fiscale per gli ultimi 5 anni, quindi in mancanza di sanatoria, la perdita della cittadinanza non viene accordata al cittadino americano richiedente.

Ancora, bisogna sottolineare che, anche dopo averlo svolto la Streamlined Foreign Offshore Procedure, il cittadino americano potrebbe non avere i requisiti per perdere la cittadinanza.

Infatti, per quanto la Streamlined Foreign Offshore Procedure permetta di sanare le violazioni relative al Modello FBAR per 6 anni, le dichiarazioni fiscali (tax return) che vengono sanate sono solo per 3 annualità, quindi per quest’ultimo adempimento potrebbero non raggiungersi i 5 anni di regolarità fiscale richiesti dalla normativa americana ai fini della rinuncia alla cittadinanza.

Ne consegue che, oltre alla Streamlined Foreign Offshore Procedure, per perdere la cittadinanza americana il contribuente deve provvedere anche a presentare la dichiarazione fiscale per gli ulteriori 2 anni.

Infine, prima di rinunciare alla cittadinanza americana, bisogna valutare anche l’eventuale applicazione della Expatriation Tax, volta a tassare le plusvalenze latenti di coloro che rinunciano alla cittadinanza a scopi elusivi.

Solo a seguito di tale adempimenti il contribuente potrà ritenersi esonerato dai futuri adempimenti fiscali nei riguardi del Fisco statunitense.

Alla luce di tutto quanto esposto, i cittadini americani residenti in Italia sono tenuti a considerare in maniera scrupolosa le scelte da compiere per sanare la propria posizione fiscale, facendo una valutazione concreta, e non meramente astratta,della situazione da regolarizzare, al fine di evitare di incorrere in violazioni di natura sia fiscale sia penale.

Per richiedere ulteriori informazioni o una consulenza fiscale internazionale in materia FATCA su cosa fare per regolarizzare la posizione fiscale attraverso la Streamlined Foreign Offshore Procedure, anche con l’intervento di professionisti specializzati statunitensi, scrivici all’indirizzo info@itaxa.it oppure compila il Modulo di contatto.

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Avv. Antonio Merola

Avvocato tributarista specializzatosi in Fiscalità Internazionale in Olanda presso l’International Tax Center (ITC Leiden) dell’Università di Leiden con LL.M. (Master of Laws) in International Tax Law (dopo un Master Universitario in Pianificazione Tributaria Internazionale e un Master Universitario in Diritto Tributario in Italia), Partner dello Studio ITAXA specializzato in Consulenza Fiscale Internazionale, da diversi anni si occupa di Consulenza Fiscale e Contenzioso Tributario a favore di Persone Fisiche e Società.