Fondo patrimoniale: la tutela dai debiti tributari è reato?

La costituzione di un fondo patrimoniale, in presenza di debiti tributari, non sempre dà luogo alla commissione del reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, che può configurarsi solo qualora l’Amministrazione finanziaria riesca a dimostrare i relativi presupposti previsti dalla legge.

Fondo patrimoniale: i debiti tributari estranei alla famiglia

L’istituto giuridico del fondo patrimoniale, di cui all’art. 167 del codice civile, consente alla famiglia di destinare determinati beni al soddisfacimento di bisogni prettamente familiari, proteggendoli, quindi, dalle azioni dei creditori che traggano origine dai debiti contratti dagli interessati per esigenze diverse da quelle familiari.

Per essere opponibile ai terzi creditori il fondo patrimoniale deve essere annotato a margine dell’atto di matrimonio e, quando in esso sono contenuti anche dei beni immobili, deve essere anche trascritto presso la conservatoria dei registri immobiliari, per garantirne la pubblicità legale.

La costituzione di un fondo patrimoniale può dar luogo a problematiche quando ciò avvenga successivamente alla contrazione di un debito, se il debitore abbia la consapevolezza di pregiudicare le ragioni del creditore, oppure qualora la sua costituzione sia intervenuta ancor prima della contrazione di un debito, qualora il debitore abbia il preciso scopo di sottrarsi al pagamento del futuro debito.

Infatti, in tali casi, attraverso l’esperimento dell’azione revocatoria, ai sensi dell’art. 2901 del codice civile, il creditore il quale riesca a provare i predetti fatti che hanno arrecato un pregiudizio al proprio credito, entro 5 anni può chiedere che gli effetti della costituzione del fondo patrimoniale non siano a lui opponibili, con la possibilità di aggredire i beni del debitore, sebbene contenuti nel fondo patrimoniale.

Particolari effetti derivano dalla costituzione di un fondo patrimoniale quando tale azione abbia lo scopo di sottrarsi al pagamento dei debiti tributari.

Dal punto di vista civilistico, la giurisprudenza di legittimità ha ritenuto che l’Amministrazione finanziaria possa procedere all’iscrizione ipotecaria sui beni contenuti nel fondo patrimoniale alle condizioni previste dall’art. 170, vale a dire qualora il debito tributario sia stato contratto per bisogni familiari oppure se il Fisco non sia a conoscenza del fatto che il debito tributario tragga origine da scopi che non afferiscono agli interessi familiari.

Ne consegue che l’azione sui beni contenuti nel fondo patrimoniale è da ritenersi illegittima quando l’Amministrazione finanziaria sia consapevole del fatto che il debito tributario è stato contratto dal contribuente per bisogni estranei a quelli familiari.

Fondo patrimoniale: il reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte

Diverso discorso deve essere svolto rispetto alla rilevanza penale della costituzione di un fondo patrimoniale con lo scopo di sottrarsi al pagamento delle imposte, i cui fatti possono dar luogo alla commissione del reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, previsto dall’art. 11 del D.Lgs. n. 74/2000.

Quest’ultima disposizione prevede la pena della reclusione da 6 mesi a 4 anni per colui che, con lo scopo di sottrarsi al pagamento di debiti tributari (imposte sui redditi, IVA e relativi interessi o sanzioni) per un ammontare superiore ad € 50.000,00, aliena simulatamente o compie atti fraudolenti sui propri o altrui beni in maniera tale da rendere inefficace la riscossione coattiva delle somme. Qualora il debito tributario sia superiore a € 200.000,00, la pena è quella della reclusione da 1 anno a 6 anni.

Ebbene la costituzione di un fondo patrimoniale può, a determinate condizioni, essere ritenuto un atto fraudolento del contribuente mirato a rendere inefficace la riscossione dei debiti tributari.

Dei limiti della rilevanza penale della costituzione del fondo patrimoniale si è occupata la Corte di Cassazione Penale, da ultimo con la sentenza 17 ottobre 2017, n. 47827.

In particolare, la Suprema Corte si è pronunciata sul caso di un contribuente che aveva più volte omesso il versamento dell’IVA dovuta e contestualmente aveva costituito un fondo patrimoniale, al quale era stato, in ragione di tali fatti, contestato il citato reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte.

Nel secondo grado di giudizio il contribuente era stato condannato, ritenendo la Corte di appello che la concomitanza temporale tra la costituzione del fondo patrimoniale e le reiterate condotte di omesso versamento delle imposte dovute fossero circostanze, di per sé, idonee ad integrare il reato in questione.

La Corte di Cassazione occupandosi del caso ha ritenuto che per configurarsi il reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte è necessario che venga dimostrato che l’operazione economica compiuta dal contribuente sia strumentale ad evitare il pagamento dei debiti tributari.

Infatti, è stato osservato che la costituzione del fondo patrimoniale, in costanza di debiti tributari, non può ritenersi, a prescindere da tutto, un negozio fraudolento, in quanto la scelta dei coniugi di costituire un fondo patrimoniale rappresenta uno dei modi legittimi di attuare l’indirizzo economico familiare. Tra i bisogni familiari tutelati dal fondo patrimoniale sono ricomprese tutte le esigenze orientate al pieno mantenimento allo sviluppo armonico della famiglia nonché al potenziamento della relativa capacità lavorativa, ad esclusione di quelle di natura superflua o speculativa.

Ne deriva che l’idoneità della costituzione del fondo patrimoniale a minare la garanzia del Fisco rispetto al pagamento delle imposte, deve essere specificamente dimostrata nel giudizio penale svolto a carico del contribuente.

Nel caso di specie, la Suprema Corte ha ritenuta illegittima la sentenza del Giudice di appello, per non avere motivato la pronuncia di condanna sotto il profilo della idoneità della condotta del contribuente a rendere inefficace il soddisfacimento dell’obbligazione tributaria.

Da quanto esposto deriva che, da un lato, la costituzione di un fondo patrimoniale non può essere considerata illegittima per il solo fatto che il contribuente abbia dei debiti tributari, rispondendo tale istituto a precisi interessi tutelati dall’ordinamento e, dall’altro lato, che la configurazione del reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte necessita comunque della prova, agli atti del giudizio, dell’idoneità dell’azione a ridurre le garanzie a favore del Fisco rispetto al pagamento dei debiti tributari del contribuente.

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Avv. Antonio Merola

Avvocato tributarista specializzatosi in Fiscalità Internazionale in Olanda presso l’International Tax Center (ITC Leiden) dell’Università di Leiden con LL.M. (Master of Laws) in International Tax Law (dopo un Master Universitario in Pianificazione Tributaria Internazionale e un Master Universitario in Diritto Tributario in Italia), da diversi anni si occupa di Consulenza Fiscale e Contenzioso Tributario a favore di Persone Fisiche e Società.