Il nuovo scenario dello scambio di informazioni a livello internazionale

1. Fine dei paradisi fiscali e nuove scelte di investimento

Coloro che non hanno ancora optato per la emersione fiscale dei capitali esteri devono fare i conti con le nuove regole in materia di scambio di informazioni tra l’Agenzia delle Entrate e le autorità fiscali dei Paesi stranieri, le quali non potranno essere trascurate anche da coloro che si accingono ad effettuare nuovi investimenti all’estero.

2. Tipologie di scambio di informazioni

Lo scambio di informazioni tra autorità fiscali di differenti Paesi può assumere differenti caratteri, quali:

1) su richiesta: quando uno Stato richiede all’altro Stato informazioni dettagliate con riferimento ad un determinato contribuente già sottoposto a verifica nel primo Stato, a condizione che dette informazioni siano prevedibilmente rilevanti per l’applicazione della legge interna dello stesso Stato che ne ha fatto richiesta;

2) spontaneo: lo Stato che possiede informazioni fiscali presumibilmente utili all’altro Stato le trasmette a quest’ultimo a prescindere da una sua preventiva richiesta;

3) automatico: qualora gli Stati si accordano per scambiarsi informazioni di rilevanza fiscale con riferimento ai soggetti fiscalmente residenti nell’altro Stato a prescindere da una preventiva richiesta.

3. Le fonti normative dello scambio di informazioni

Per evitare che i redditi prodotti all’estero vengano sottratti ad imposizione nel nostro Paese da parte di coloro che si sottraggono agli obblighi di monitoraggio fiscale (Quadro RW), nel corso degli anni l’Italia ha provveduto a sottoscrivere diversi accordi che permettessero all’Agenzia delle Entrate di entrare in possesso delle informazioni sui patrimoni detenuti e sui redditi prodotti all’estero da parte dei soggetti ivi fiscalmente residenti.

Più precisamente, si individuano le fonti normative degli strumenti utilizzati dall’Italia per lo scambio di informazioni fiscali a livello internazionale.

1) Normativa dell’Unione Europea

Tra i Paesi dell’Unione Europea lo scambio di informazioni fiscali è regolato, in via principale, dalla Direttiva 2011/16/UE, che ha sostituito la Direttiva 2003/48/CE, da ultimo integrata dalla Direttiva 2014/107/UE, recepita nel nostro ordinamento con il D.Lgs. 4 marzo 2014, n. 29, le quali prevedono lo scambio automatico delle seguenti informazioni:

  • redditi di lavoro (dal 1° gennaio 2014);
  • compensi degli amministratori (dal 1° gennaio 2014);
  • assicurazioni sulla vita, escluse quelle già previste da altri strumenti di scambio di informazioni (dal 1° gennaio 2014);
  • pensioni (dal 1° gennaio 2014);
  • proprietà e altri redditi immobiliari (dal 1° gennaio 2014);
  • disponibilità sui conti bancari (dal 1° gennaio 2016).

2) Convenzioni contro le doppie imposizioni

L’Italia ha stipulato con diversi Paesi stranieri le Convenzioni bilaterali contro le doppie imposizioni nelle quali ha trovato ingresso il contenuto dell’art. 26 del Modello OCSE sullo scambio di informazioni fiscali incentrato sulla collaborazione dei diversi Stati nella lotta contro l’evasione e l’elusione fiscale internazionale. Questo è lo standard adottato anche dei rapporti con la Svizzera, la cui convenzione è stata modificata (23 febbraio 2015) come effetto della caduta del segreto bancario elvetico, prevedendosi uno scambio di informazioni su richiesta.

3) Accordi TIEA

 Altra tipologia di accordo internazionale, a carattere bilaterale o multilaterale, è il TIEA (“Tax Information Exchange Agreements”) ispirato anch’esso alle linee guida fissate dall’OCSE, il quale a differenza delle Convenzioni contro le doppie imposizioni, che contengono anche norme di coordinamento dell’esercizio del potere impositivo dello Stato delle fonte (del reddito) e di quello di residenza (del contribuente), disciplina solo l’oggetto e le modalità dello scambio delle informazioni fiscali tra i Paesi contraenti. Tale è stato lo schema adottato dall’Italia per regolare lo scambio di informazioni con il Liechtenstein (26 febbraio 2015) e il Principato di Monaco (2 marzo 2015).

4) Convenzioni multilaterali OCSE

Nell’anno 2014 l’OCSE ha elaborato un nuovo modello di scambio automatico di informazioni fiscali (e finanziarie) a livello internazionale per combattere il fenomeno dell’evasione internazionale, definito nel documento Common Reporting Standard, il quale si compone di due moduli:

  • il Competent Authority Agreement (CAA) che fissa le regole per la condivisione delle informazioni;
  • il Common Reporting and Due Diligence Standard (CRS) riguardo alle procedure che dovranno essere adottate dalle istituzioni finanziarie per la gestione dei relativi dati.

5) Accordo FATCA con gli Stati Uniti

L’accordo FATCA (Foreign Account Tax Compliance Act) stipulato dall’Italia con gli Stati Uniti per lo scambio di informazioni relative ai soggetti fiscalmente residenti nei rispettivi Paesi, ai fini della lotta della evasione fiscale internazionale.

4. Particolarità degli accordi con Svizzera, Liechtenstein e Principato di Monaco

Il nostro Paese ha stipulato i suddetti accordi sullo scambio di informazioni con Svizzera, Liechtenstein e Principato di Monaco in concomitanza con l’attivazione della procedura di emersione dei capitali illegittimamente detenuti all’estero o Voluntary disclosure (Legge 15 dicembre 2014, n. 18) per effetto della quale la riemersione, entro il termine del 30 novembre 2015, delle ricchezze detenute in tali Paesi scontava l’applicazione di sanzioni ridotte.

Per coloro che non hanno aderito alla Voluntary disclosure è alta la probabilità di essere “rintracciati” dall’Agenzia delle Entrate, dal momento che quest’ultima è autorizzata ad inoltrare ai citati Stati esteri non solo richieste riferite a singoli contribuenti ma anche “richieste di gruppo”, vale a dire ad interrogare le autorità straniere rispetto ad una moltitudine di contribuenti nei seguenti casi:

  • chiusura dei conti, con prelevamento di somme o trasferimenti verso Paesi non collaborativi rispetto allo scambio di informazioni fiscali;
  • cospicui prelevamenti, per conti che precedentemente all’accordo avevano un saldo superiore ad euro 15.000 e che a seguito alla Voluntary disclosure è diminuito di oltre il 50%;
  • conti “dormienti”, per i quali non vi sono stati né chiusura né prelevamenti.

In caso di individuazione delle ricchezze nascoste al Fisco italiano, l’Agenzia delle Entrate procederà ad accertare le violazioni della normativa in materia di monitoraggio dei capitali detenuti all’estero (Quadro RW), le imposte evase nonché la commissione di reati fiscali al superamento delle soglie di rilevanza penale previste dal D.Lgs. 74/2000.

5. Prospettive future per gli investimenti all’estero

Alla luce del nuovo contesto internazionale, è chiaro che permangono pochissimi paradisi fiscali dove trasferire le proprie ricchezze, tra i quali troviamo ancora Panama, Libano, Brunei, Trinidad e Tobago, pertanto d’ora in avanti sarà altamente dannoso optare per soluzioni di evasione o elusione fiscale.

Infatti, con la progressiva implementazione dello scambio di informazioni fiscali a livello internazionale sarà sempre più facile per l’Agenzia delle Entrate scovare gli evasori fiscali e provvedere al recupero delle imposte evase, all’applicazione delle sanzioni fiscali nonché alla segnalazione all’Autorità giudiziaria dei fatti costituenti reati fiscali.

Chiaro è che in questa nuova prospettiva sarà meglio puntare su scelte d’investimento che consentano un legittimo risparmio d’imposta, strada che può essere percorsa con ottimi risultati se preceduta da un preciso studio dei profili fiscali internazionali delle operazioni da compiersi.

6. Consulenza fiscale internazionale per il caso concreto

Le informazioni sopra indicate hanno carattere meramente generale, perché all’atto pratico la normativa fiscale internazionale è costellata di eccezioni e deroghe da applicarsi a seconda dei dettagli del preciso caso concreto in esame e che, quindi, non possono essere sottovalutate.

La fiscalità internazionale è la materia dei dettagli. Spesso accade che, anche un singolo dettaglio del caso concreto, apparentemente irrilevante, richieda una soluzione della problematica completamente diversa da quella ritenuta adeguata a un primo sguardo della situazione.

Inoltre, l’approfondimento della situazione concreta spesso esclude delle irregolarità che il contribuente pensava di aver commesso e, invece, mette in luce delle problematiche che il contribuente nemmeno pensava di avere.

Questo può capitare se il contribuente esamina la propria posizione dal punto di vista di una sola norma ritenuta “a priori” applicabile, quando, invece, il caso deve essere inquadrato, attraverso la necessaria analisi condotta alla luce dell’intero ordinamento tributario, sotto il profilo di una diversa norma.

Quindi, l’analisi fiscale internazionale è necessaria per inquadrare tutti i dettagli sostanziali del caso in esame ed evitare errori di valutazione da cui possano scaturire violazioni fiscali che darebbero luogo al recupero delle imposte evase e all’applicazione delle sanzioni da parte dell’Agenzia delle Entrate, tali da erodere il reddito prodotto dal contribuente e causargli un grave danno economico.

D’altra parte, la difesa da un avviso di accertamento dell’Agenzia delle Entrate non può mai essere efficace quanto la prevenzione delle violazioni fiscali attuata con una strategia di analisi preventiva.

Quindi la verifica da parte di un professionista specializzato in fiscalità internazionale circa le problematiche del preciso caso concreto costituisce un passaggio essenziale.

Lo Studio ITAXA ha maturato una lunga esperienza nell’analisi delle questioni di fiscalità internazionale.  

Se desideri richiedere una consulenza fiscale internazionale allo Studio ITAXA per il tuo preciso caso concreto, scrivici all’indirizzo info@itaxa.it oppure compila il Modulo di contatto.

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Avv. Antonio Merola

Avvocato tributarista specializzatosi in Fiscalità Internazionale in Olanda presso l’International Tax Center (ITC Leiden) dell’Università di Leiden con LL.M. (Master of Laws) in International Tax Law (dopo un Master Universitario in Pianificazione Tributaria Internazionale e un Master Universitario in Diritto Tributario in Italia), Partner dello Studio ITAXA specializzato in Consulenza Fiscale Internazionale, da diversi anni si occupa di Consulenza Fiscale e Contenzioso Tributario a favore di Persone Fisiche e Società.