Pianificazione fiscale internazionale: opportunità e pericoli

La pianificazione fiscale internazionale permette alle aziende di coordinare le attività economiche svolte all’estero attraverso strumenti tesi a minimizzare il carico fiscale complessivo e a ridurre il rischio di contestazioni tributarie da parte delle Autorità fiscali dei diversi Paesi in cui operano.

1. Competizione fiscale tra gli Stati e pianificazione fiscale internazionale

Il crescente sviluppo delle imprese a livello internazionale le spinge a ricercare condizioni economiche più favorevoli in altri Paesi per ridurre i propri costi e aumentare la redditività dell’attività.

Oltre alla possibilità di ridurre i costi operativi, all’estero le imprese trovano condizioni vantaggiose per l’abbattimento del “costo fiscale”, la cui componente assume un valore determinante nell’equilibrio del bilancio aziendale.

A fronte di questa continua ricerca delle imprese multinazionali di migliori condizioni fiscali per aumentare i profitti, gli Stati hanno intrapreso una competizione fiscale per offrire le migliori condizioni di tassazione alle imprese, al fine di attrarre nuovi investimenti stranieri nel proprio territorio, fino a riconoscere un livello di imposizione insignificante alla aziende straniere, come accade per i “paradisi fiscali”.

D’altra parte, si assiste ad una economia globalizzata che non viene disciplinata da un unico ordinamento fiscale sovranazionale, ma da regole di fiscalità internazionale previste dai singoli ordinamenti statali, le quali spesso si sovrappongono creando, da un lato, problemi di doppia imposizione e, dall’altro, opportunità di doppia non imposizione per le imprese multinazionali.

In questo contesto la pianificazione fiscale internazionale si pone l’obiettivo di individuare le condizioni e gli strumenti più favorevoli per consentire all’impresa multinazionali di ridurre in maniera lecita il carico impositivo subito a livello internazionale e, al tempo stesso, di esaminare i rapporti tra i diversi ordinamenti fiscali dei Paesi coinvolti per evitare che dalla loro intersezione possano derivare penalizzazioni in termini di doppia imposizione fiscale o di contestazioni da parte delle Autorità fiscali per pratiche di evasione o di elusione fiscale internazionale.

2. Le opportunità della pianificazione fiscale internazionale

La pianificazione fiscale internazionale costituisce un’opportunità per le aziende quando consente di realizzare un legittimo risparmio d’imposta, mentre dà luogo a pericoli di contestazioni fiscali quando si riduce a pratiche di evasione o di elusione fiscale internazionale.

In particolare, la pianificazione fiscale internazionale assume i caratteri della evasione fiscale quando determina la violazione di precise norme di legge previste dagli ordinamenti fiscali in cui si trova ad operare il contribuente, il cui comportamento può configurare “frode fiscale” quando l’evasione viene perpetrata con l’utilizzo di falsi elementi.

Si parla, invece, di elusione fiscale quando la pianificazione fiscale internazionale, pur non violando precise disposizioni normative, sfrutta artificiosamente le disposizioni fiscali per realizzare scopi diversi da quelli perseguiti dalla legge.

Può quindi ritenersi che, per essere legittima, una pianificazione fiscale internazionale deve garantire non solo la corretta applicazione formale della normativa fiscale, ma anche rispettarne la finalità, senza ricorrere a strumenti artificiosi che non rispecchino la realtà commerciale e che abbiano come unico scopo il risparmio d’imposta.

3. Gli strumenti della pianificazione fiscale internazionale

Diversi sono gli strumenti che possono essere utilizzati nell’ambito di una pianificazione fiscale internazionale, ognuno dei quali deve essere calibrato sul preciso contesto aziendale considerato e in relazione agli obiettivi che si intendono realizzare, non potendosi individuare un’unica strategia fiscale internazionale vincente in via generale per ciascuna ipotesi concreta.

Gli strumenti di pianificazione fiscale internazionale più frequentemente utilizzati dalle multinazionali possono essere classificati in tre categorie:

  • Localizzazione dell’attività:

L’impresa sceglie di svolgere la propria attività in uno Stato estero che riconosce un trattamento fiscale di favore ai redditi ivi prodotti, garantendo una bassa pressione fiscale e, quindi, una maggiore redditività dell’attività aziendale.

  • Distribuzione dei redditi:

Operando in diversi Stati l’impresa tende a concentrare la base imponibile in quelli a fiscalità agevolata e a spostare i costi aziendali nei Paesi con alta pressione fiscale, riducendo l’aliquota d’imposta effettiva pagata sui redditi prodotti a livello mondiale. In questa categoria rientrano gli strumenti di indebitamento (“leverage”), della sottocapitalizzazione (“thin capitalization”), che permettono di ridurre il carico impositivo nel Paese del debitore attraverso la deduzione degli interessi passivi, e dei prezzi di trasferimento (“transfer pricing”), che consente di spostare i rischi e le funzioni nei Paesi dove la relativa remunerazione viene sottoposta ad una bassa pressione fiscale.

  • Abuso dei trattati e sfruttamento delle asimmetrie fiscali:

Attraverso la costituzione di società estere intermedie (“shell companies” o “conduit companies”) in determinati Paesi l’impresa sfrutta i vantaggi fiscali che le relative Convenzioni contro le doppie imposizioni riservano ai rispettivi soggetti residenti. Utilizzando alcuni strumenti (“hibrid mismatch arrangements”) le multinazionali possono avvantaggiarsi della diversa classificazione di determinati redditi prevista dagli ordinamenti fiscali di due Paesi, per non essere tassata in entrambi gli Stati.

4. I pericoli della pianificazione fiscale internazionale

Con il recente Rapporto BEPS l’OCSE ha rilevato che le imprese multinazionali stanno adoperando strumenti di pianificazione fiscale internazionale sempre più aggressivi, erodendo la base imponibile nei Paesi a più alta tassazione e trasferendo i profitti negli Stati con particolari regimi fiscali di favore, con chiari svantaggi per il gettito fiscale degli altri Stati coinvolti e creando numerose distorsioni nei mercati internazionali.

Per tale motivo sono state approntate diverse misure fiscali antielusive, alcune già implementate negli ordinamenti dei diversi Stati e recepite dall’Unione europea, che permetteranno di negare alle imprese che operano a livello internazionale di beneficiare dei disallineamenti, esistenti tra le normative fiscali dei diversi Paesi, per realizzare indebiti risparmi d’imposta.

In tale contesto internazionale le imprese sono tenute a rivalutare i vecchi strumenti di pianificazione fiscale internazionale e ad adeguarsi alle nuove regole antielusive.

Con lo sviluppo delle scambio di informazioni fiscali tra gli Stati, le violazioni fiscali commesse a livello internazionale sono facilmente individuabili da parte delle rispettive Autorità fiscali, pertanto acquista fondamentale importanza l’analisi della legalità delle strategie fiscali adottate per non incorrere in contestazioni fiscali.

5. Consulenza fiscale internazionale per il caso concreto

Le informazioni sopra indicate hanno carattere meramente generale, perché all’atto pratico la normativa fiscale internazionale è costellata di eccezioni e deroghe da applicarsi a seconda dei dettagli del preciso caso concreto in esame e che, quindi, non possono essere sottovalutate.

La fiscalità internazionale è la materia dei dettagli. Spesso accade che, anche un singolo dettaglio del caso concreto, apparentemente irrilevante, richieda una soluzione della problematica completamente diversa da quella ritenuta adeguata a un primo sguardo della situazione.

Inoltre, l’approfondimento della situazione concreta spesso esclude delle irregolarità che il contribuente pensava di aver commesso e, invece, mette in luce delle problematiche che il contribuente nemmeno pensava di avere.

Questo può capitare se il contribuente esamina la propria posizione dal punto di vista di una sola norma ritenuta “a priori” applicabile, quando, invece, il caso deve essere inquadrato, attraverso la necessaria analisi condotta alla luce dell’intero ordinamento tributario, sotto il profilo di una diversa norma.

Quindi, l’analisi fiscale internazionale è necessaria per inquadrare tutti i dettagli sostanziali del caso in esame ed evitare errori di valutazione da cui possano scaturire violazioni fiscali che darebbero luogo al recupero delle imposte evase e all’applicazione delle sanzioni da parte dell’Agenzia delle Entrate, tali da erodere il reddito prodotto dal contribuente e causargli un grave danno economico.

D’altra parte, la difesa da un avviso di accertamento dell’Agenzia delle Entrate non può mai essere efficace quanto la prevenzione delle violazioni fiscali attuata con una strategia di analisi preventiva.

Quindi la verifica da parte di un professionista specializzato in fiscalità internazionale circa le problematiche del preciso caso concreto costituisce un passaggio essenziale.

Lo Studio ITAXA ha maturato una esperienza pluriennale nell’analisi delle questioni di fiscalità internazionale.

Se desideri richiedere una consulenza fiscale internazionale allo Studio ITAXA per il tuo preciso caso concretoscrivici all’indirizzo info@itaxa.it oppure compila il Modulo di contatto.

6. La difesa tributaria di uno Studio Legale Tributario

Nel caso in cui, a seguito di una strategia di pianificazione fiscale internazionale errata, il contribuente abbia ricevuto un avviso di accertamento da parte dell’Amministrazione finanziaria, alla luce del fatto che il contenzioso tributario diventa sempre più “aleatorio” e le conseguenze della soccombenza particolarmente gravose per il contribuente, bisogna rivalutare il dialogo e il confronto con il Fisco e, in primo luogo, con l’Agenzia delle Entrate.

Soprattutto nelle questioni di fiscalità internazionali, particolarmente complesse e ricche di apprezzamenti valutativi, stabilire un rapporto dialettico con l’Agenzia delle Entrate – specialmente in sede di contraddittorio preventivo rispetto all’azione di accertamento – può evitare il protrarsi delle contestazioni in sede contenziosa, dove le Commissioni Tributarie potrebbero non avere la stessa “sensibilità” di un brillante funzionario del Fisco su materie come “transfer pricing”Controlled Foreign Companies”, “stabile organizzazione  e “crediti per imposte estere”.

Ebbene, in questi casi è meglio lasciare il contenzioso tributario come “ultima spiaggia”, ammesso che ve ne siano i presuppostipena la “scure” della condanna al pagamento delle spese di giudizio.

In queste scelte costituisce un passaggio fondamentale quello di rivolgersi ad uno Studio Legale Tributario, al fine di valutare con la massima cura:

  • la strategia più adatta per difendersi dall’avviso di accertamento;
  • la presenza di vizi che possano giustificare la presentazione di un ricorso davanti alla Commissione Tributaria Provinciale;
  • le possibilità che il ricorso possa essere accolto in Commissione Tributaria Provinciale.

Trattasi, quindi, di una valutazione estremamente tecnica e meticolosa, che non può essere svolta dallo stesso contribuente che non abbia adeguata competenza ed esperienza nel contenzioso tributario.

In assenza delle predette valutazioni, da operarsi con l’assistenza di uno Studio Legale Tributario, il contribuente potrebbe correre il concreto pericolo:

  • o di sottovalutare degli strumenti per la definizione in “transazione” dell’avviso di accertamento e di avviare un contenzioso perso in partenza che lo vedrà costretto a pagare, oltre alle imposte e alle sanzioni dovute, anche le spese di giudizio in favore dell’Agenzia delle Entrate (magari anche per diversi gradi di giudizio);
  • oppure, di pagare le somme richieste con l’avviso di accertamento, nonostante questo sia affetto da un grave vizio che, se denunciato con ricorso, avrebbe indotto la Commissione Tributaria Provinciale ad annullare l’intero atto impositivo, con nessuna imposta e sanzione dovuta dal contribuente.

Lo Studio ITAXA ha maturato una lunga esperienza in materia di contenzioso tributario, assistendo persone fisiche e società nelle valutazioni degli strumenti più adatti al preciso caso concreto per la migliore difesa degli interessi del contribuente, le quali vengono svolte in 3 fasi:

  • analisi preliminare circa la sussistenza di vizi dell’avviso di accertamento e dello strumento più adeguato per farli valere;
  • valutazioni circa l’opportunità di avviare un contenzioso tributario;
  • eventuale assistenza del contribuente nella presentazione del ricorso davanti alla Commissione Tributaria Provinciale.

Per richiedere la difesa tributaria o una consulenza fiscale internazionale scrivici all’indirizzo info@itaxa.it oppure compila il Modulo di contatto.

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Avv. Antonio Merola

Avvocato tributarista specializzatosi in Fiscalità Internazionale in Olanda presso l’International Tax Center (ITC Leiden) dell’Università di Leiden con LL.M. (Master of Laws) in International Tax Law (dopo un Master Universitario in Pianificazione Tributaria Internazionale e un Master Universitario in Diritto Tributario in Italia), Partner dello Studio ITAXA specializzato in Consulenza Fiscale Internazionale, da diversi anni si occupa di Consulenza Fiscale e Contenzioso Tributario a favore di Persone Fisiche e Società.