Rientro dei cervelli: agevolazioni fiscali per i professionisti

Le agevolazioni fiscali per il rientro dei cervelli non riguardano solamente i lavoratori dipendenti rimpatriati in Italia, ma anche i lavoratori autonomi che rientrano in Italia dopo un’esperienza lavorativa all’estero, i quali, a partire dall’anno 2017, possono ugualmente usufruire di una detassazione sul 50% dei redditi prodotti.

Vedi anche le agevolazioni fiscali per i lavoratori dipendenti.

Rientro dei cervelli e requisiti di accesso ai benefici fiscali per i professionisti

I benefici fiscali previsti dall’art. 16 del D.Lgs. n. 147/2015, riguardante il “Regime speciale per i lavoratori impatriati”, non sono limitati ai soli lavoratori dipendenti ma, a determinate condizioni, riguardano anche i lavoratori autonomi che decidono di rientrare in Italia, ivi trasferendo la residenza fiscale, dopo aver svolto l’attività lavorativa all’estero.

Infatti, in primo luogo, i lavoratori autonomi possono usufruire dei benefici di cui all’art. 16, comma 2, del D.Lgs. n. 147/2015 – previsti per i laureati – se in possesso di un diploma di laurea, a condizione che:

  • hanno svolto continuativamente un’attività di lavoro o studio fuori dall’Italia negli ultimi ventiquattro mesi o più;
  • sono cittadini dell’Unione europea o di uno Stato extraeuropeo con il quale risulti in vigore una convenzione contro le doppie imposizioni ai fini delle imposte sui redditi ovvero un accordo sullo scambio di informazioni in materia fiscale;
  • svolgano attività di lavoro autonomo in Italia.

La Legge di bilancio 2017, inoltre, è intervenuta a modificare lo stesso art. 16 del D.Lgs. n. 147/2015, prevedendo che per i lavoratori autonomi, ai fini dell’accesso ai benefici per il rientro dei cervelli, non si applicano le condizioni previste dal comma 1, lettere b) e d), del citato articolo, riguardante le agevolazioni fiscali per manager e lavoratori con elevata qualificazione e specializzazione.

Quindi, per accedere ai benefici fiscali per il rientro dei cervelli previsti per manager e lavoratori con elevata qualificazione e specializzazione, di cui al comma 1 del predetto art. 16, i lavoratori autonomi non devono dimostrare di:

  • svolgere l’attività lavorativa presso un’impresa residente nel territorio dello Stato in forza di un rapporto di lavoro instaurato con questa o con società che direttamente o indirettamente controllano la medesima impresa, ne sono controllate o sono controllate dalla stessa società che controlla l’impresa;
  • rivestire ruoli direttivi ovvero di essere in possesso di requisiti di elevata qualificazione o specializzazione come definiti con il decreto del Ministro dell’economia e delle finanze.

Ne consegue che, per accedere a quest’ultimo regime agevolativo, i lavoratori autonomi devono rispettare solo le seguenti condizioni:

  • dimostrare di non essere stati residenti in Italia nei cinque periodi di imposta precedenti il predetto trasferimento;
  • impegnarsi a permanere in Italia per almeno due anni;
  • prestare l’attività lavorativa prevalentemente nel territorio italiano.

 Come accedere ai benefici fiscali per il rientro dei cervelli

I professionisti che hanno i requisiti per beneficiare delle agevolazioni fiscali previste per il rientro dei cervelli, possono accedere al regime fiscale di favore in due modi alternativi:

  • direttamente in sede di presentazione della dichiarazione dei redditi;
  • in sede di applicazione della ritenuta d’acconto, sui compensi percepiti, operata dal committente ai sensi dell’art. 25 del D.P.R. n. 600/1973

In quest’ultimo caso, così come previsto per i lavoratori dipendenti, i professionisti devono presentare una dichiarazione scritta ai propri committenti attraverso la quale attestano di possedere i requisiti di legge per accedere alle agevolazioni fiscali per il rientro dei cervelli.

Detta richiesta, resa ai sensi del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, deve riportare le seguenti indicazioni:

  • le generalità (nome, cognome e data di nascita);
  • codice fiscale;
  • l’indicazione della data di rientro in Italia;
  • la dichiarazione di possedere i requisiti previsti dal regime agevolativo di cui si chiede l’applicazione;
  • l’indicazione dell’attuale residenza in Italia;
  • la dichiarazione di non beneficiare contemporaneamente degli incentivi fiscali previsti dall’articolo 44 del d. l. n. 78 del 2010, dalla legge n. 238 del 2010, dall’articolo 16 del d.lgs. n. 147 del 2015 (divieto di cumulo ai sensi dell’articolo 2 del decreto attuativo) e dall’articolo 24-bis del TUIR (divieto di cumulo si sensi dell’articolo 1, comma 154, della Legge di bilancio 2017).

Ricevuta tale dichiarazione, all’atto del pagamento del corrispettivo il committente opera la ritenuta del 20 per cento prevista dall’articolo 25 del D.P.R. n. 600/1973 sull’imponibile ridotto alla percentuale di reddito imponibile prevista dal regime per il rientro dei cervelli.

L’adesione al regime per il rientro dei cervello permette ai professionisti di pagare le imposte solo sul 50% del reddito imponibile prodotto e, così facendo, di dimezzare il carico tributario relativo alle imposte dirette.

Per richiedere ulteriori informazioni o una consulenza fiscale internazionale in materia di agevolazioni fiscali per il rientro dei cervelli  scrivici all’indirizzo info@itaxa.it oppure compila il Modulo di contatto.

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Avv. Antonio Merola

Avvocato tributarista specializzatosi in Fiscalità Internazionale in Olanda presso l’International Tax Center (ITC Leiden) dell’Università di Leiden con LL.M. (Master of Laws) in International Tax Law (dopo un Master Universitario in Pianificazione Tributaria Internazionale e un Master Universitario in Diritto Tributario in Italia), da diversi anni si occupa di Consulenza Fiscale e Contenzioso Tributario a favore di Persone Fisiche e Società.