Società in Inghilterra: trasparenza sul controllo con il Registro PSC

Entro il 30 giungo 2016 i nomi di coloro che hanno il controllo significativo di società in Inghilterra verranno trasmessi da queste ultime alla “camera di commercio” inglese che li renderà pubblici, agevolando la lotta al riciclaggio e all’evasione fiscale internazionale.

Società in Inghilterra e l’obbligo di istituire il Registro PSC

Il recente scandalo di rilievo internazionale legato ai cd. Panama Papers ha spinto la comunità internazionale ad adoperarsi per adottare le adeguate misure per il contrasto al riciclaggio e all’evasione fiscale internazionale.

L’Inghilterra, dopo Hong Kong e Svizzera, è uno degli Stati maggiormente interessati dall’inchiesta sui Panama Papers, per il numero di intermediari (quali banche, studi legali ecc.) con sede nel Regno Unito che hanno permesso di costituire società o di compiere altre operazioni di gestione di capitali attraverso Panama.

Le manovre di riciclaggio di denaro e di evasione fiscale internazionale sono state perfezionate attraverso la costituzione di società fittizie (cd. shell companies) e l’utilizzo di strumenti fiduciari (es. nominee) che consentono di occultare la reale identità dei beneficiari effettivi delle operazioni.

Per tutta risposta, il Regno Unito ha disposto che dal 6 aprile 2016 le società sono obbligate, ai sensi del Part 21A of the Companies Act 2006, a tenere un registro, il cd. PSC (People with Significant Control) Register, in cui devono essere annotati i dati identificativi degli individui o delle società che ne detengono il controllo significativo, al fine di individuare i soggetti che ne costituiscono i beneficiari finali.

Nel Registro PSC devono essere iscritti i soggetti che rispettino almeno una delle seguenti condizioni:

  • detengano, direttamente o indirettamente, più del 25% delle azioni;
  • dispongano, direttamente o indirettamente, più del 25% del diritto di voto;
  • dispongano, direttamente o indirettamente, del diritto di nominare o revocare la maggior parte degli amministratori;
  • dispongano del diritto di esercitare, o esercitano, un’influenza significativa o il controllo;
  • abbiano il diritto di esercitare, o esercitano, un’influenza significativa o il controllo sulle attività di un trust o di un soggetto che non abbia autonomia giuridica, rispetto al quale sarebbero state rispettate le predette condizioni se si fosse trattato di una società.

Informazioni pubbliche sul controllo delle società in Inghilterra

Entro il 30 giungo 2016 le società in Inghilterra sono obbligate a trasmettere alla “camera di commercio” (Companies House) le informazioni sui soggetti che ne detengono il controllo, attraverso una dichiarazione annuale (Confirmation Statement).

La mancata trasmissione dei dati relativi ai soggetti che detengono il controllo significativo sulle società in Inghilterra costituisce reato, con pene a carico degli amministratori fino a 2 anni di reclusione, e sono inoltre previste pesanti sanzioni amministrative a carico dei soggetti controllanti, come l’impossibilità di percepire i dividendi o di vendere le partecipazioni.

Le informazioni trasmesse saranno contenute nel registro pubblico della “camera di commercio” (Central Public Register at Companies House) e, quindi, messe a disposizione delle autorità pubbliche ai fini delle adeguate verifiche per la lotta al riciclaggio di denaro e all’evasione fiscale internazionale.

Dette informazioni potranno, inoltre, essere utilizzate dalle Amministrazioni finanziarie degli Stati esteri, come l’Agenzia delle Entrate italiana, per accertare le condotte di evasione fiscale internazionale poste in essere dai soggetti, fiscalmente residenti nei rispettivi Paesi, attraverso la costituzione di società nel (o per il tramite del) Regno Unito.

L’obbligo di rendere noti i soggetti che detengono il controllo delle società assumerà portata generale nei Paesi dell’Unione europea con l’attuazione, entro il termine del 26 giungo 2017, della Quarta Direttiva UE Antiriciclaggio n° 2015/849.

L’implementazione condotta nel Regno Unito, e anche a livello di Unione europea, della trasparenza sui soggetti che detengono il controllo effettivo delle società, unitamente allo scambio automatico delle informazioni fiscali attualmente operativo tra l’Italia e gli altri Paesi dell’Unione europea, offre al Fisco italiano gli adeguati strumenti per identificare i contribuenti residenti che attraverso società in Inghilterra conseguono redditi non dichiarati in Italia.

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Avv. Antonio Merola

Avvocato tributarista specializzatosi in Fiscalità Internazionale in Olanda presso l’International Tax Center (ITC Leiden) dell’Università di Leiden con LL.M. (Master of Laws) in International Tax Law (dopo un Master Universitario in Pianificazione Tributaria Internazionale e un Master Universitario in Diritto Tributario in Italia), Partner dello Studio ITAXA specializzato in Consulenza Fiscale Internazionale, da diversi anni si occupa di Consulenza Fiscale e Contenzioso Tributario a favore di Persone Fisiche e Società.