Stock Lending, la Cassazione: costi indeducibili

La Corte di Cassazione con sentenza n. 11872/2017 si è pronunciata sul contratto di prestito titoli (Stock Lending), stabilendo che i costi relativi alle commissioni pagate non sono deducibili da parte del mutuatario.

Il caso: contratto di Stock Lending e deduzione dei relativi costi

Il caso esaminato alla Suprema Corte riguarda la vicenda in cui una società estera, detta Alfa, aveva prestato dei titoli azionari ad una società italiana, detta Beta, ottenendo da quest’ultima una garanzia patrimoniale per la restituzione dei titoli.

Le parti pattuivano che alla scadenza contrattuale la società Beta avrebbe restituito titoli dello stesso tipo e qualità di quelli presi in prestito.

Avendo ottenuto il prestito dei titoli azionari, la società Beta aveva il diritto di incassarne i dividendi, dovendo, tuttavia, riconoscere alla società Alfa una commissione commisurata al valore dei dividendi percepiti il cui importo dipendeva, in ultima analisi, dall’andamento delle società partecipate.

Nei fatti la società Beta aveva conseguito dei dividendi dalle azioni ottenute in prestito, per cui aveva dovuto corrispondere delle commissioni alla società Alfa titolare delle stesse.

Sotto il profilo fiscale, la società Beta aveva tassato i dividendi ottenuti solo sul 5% del loro valore, beneficiando del regime dell’esclusione dalla tassazione della restante parte, nella misura del 95%, ai sensi dell’art. 89 del D.P.R. n. 917/1986.

D’altra parte, la società Beta aveva anche provveduto a dedurre dal reddito il costo corrispondente alle commissioni pagate alla società Alfa.

La deduzione delle commissioni pagate alla società Beta veniva disconosciuta dall’Agenzia delle Entrate che procedeva al recupero delle relative imposte.

La Cassazione: indeducibilità della commissione

La società Beta impugnava in giudizio l’avviso di accertamento formalizzato dall’Agenzia delle Entrate e la vicenda è giunta dinanzi alla Corte di Cassazione.

Pronunciandosi sulla questione la Suprema Corte ha ritenuto che il contratto di Stock Lending, vale a dire di prestito titoli, deve essere assimilato, in base alla sua funzione, all’usufrutto di azioni, per cui deve essere trattato ai fini fiscali come quest’ultimo rapporto, con l’effetto che i relativi costi non possono essere dedotti dal mutuatario, in base all’art. 109, comma 8, del D.P.R. n. 917/1986, il quale stabilisce che:” In deroga al comma 5 non è deducibile il costo sostenuto per l’acquisto del diritto d’usufrutto o altro diritto analogo relativamente ad una partecipazione societaria da cui derivino utili esclusi ai sensi dell’art. 89”.

In particolare, i giudici di legittimità hanno sostenuto che l’usufrutto di azioni è una operazione finanziaria con la quale viene concesso il diritto a percepire i dividendi distribuiti da un’altra società a fronte di un corrispettivo comprensivo del valore attuale dei flussi futuri di utili.

In tale operazione, quindi, il cedente percepisce anticipatamente l’entità del dividendo sotto forma di corrispettivo per la cessione dell’usufrutto e il cessionario inscrive in bilancio, nell’attivo patrimoniale immateriale, il corrispondente onere.

Quindi, è stato affermato che, allo stesso modo, l’operazione di Stock Lending, quale prestito dei titoli, prevede il diritto di percepire i relativi dividendi da parte del mutuatario, mentre il mutuante ha diritto al pagamento di una commissione in relazione al dividendo incassato.

Come nell’usufrutto di azioni, infatti, il contratto di Stock Lending trasferirebbe (temporaneamente) la titolarità del diritto al dividendo e per ottenere la relativa riscossione è previsto un costo.

Per cui, il fenomeno economico sarebbe il medesimo, senza che assuma rilievo, ai fini tributari, la circostanza che in un caso si verta su un diritto reale e, nell’altro, in un diritto di credito.

I costi sostenuti per il pagamento delle commissione relativa all’operazione di Stock Lending sono stati, quindi, ritenuti indeducibili.

Critica alla soluzione del caso

La Corte di Cassazione estende al contratto di Stock Lending la disciplina tributaria della indeducibilità prevista per l’usufrutto di azioni, sulla base della assimilabilità dei due fenomeni economici senza, tuttavia, interrogarsi sulle ragioni fiscali che giustificano l’indeducibilità dei costi nell’ipotesi di usufrutto dei titoli.

In particolare, l’art. 109, comma 8, del D.P.R. n. 917/1986 prevede la non deducibilità dei costi relativi all’usufrutto di azioni per il fatto che, realizzando il soggetto trasferente i titoli (e futuro nudo proprietario) una plusvalenza esente da imposta, la deducibilità dei costi sostenuti dal soggetto acquirente i titoli determinerebbe una doppia non imposizione dei redditi in relazione ai predetti soggetti. Per esigenze di simmetria fiscale, quindi, alla detassazione delle plusvalenze per il soggetto trasferente deve corrispondere la non deducibilità dei costi sostenuti dal cessionario dei titoli.

Se, quindi, nell’ambito dell’usufrutto di azioni, le ragioni della non deducibilità dei costi sostenuti dall’acquirente in relazione all’usufrutto sono da ricercarsi nella non imponibilità della corrispondente plusvalenza maturata in capo al cedente, anche nelle operazioni di Stock Lending, intanto può negarsi la deduzione dei costi relativi alle commissioni pagate, solo in quanto queste non vengano tassate in capo al prestatore dei titoli. A nulla vale, infatti, la circostanza che i dividendi percepiti dal mutuatario siano esclusi dall’imposizione per il 95% ai sensi dell’art.89 del D.P.R. n. 917/1986.

In definitiva, seguendo il principio (di fiscalità internazionale e domestica) dell’asimmetria fiscale tra la tassazione di un ricavo e la deducibilità di un costo, sarebbe stato più corretto condizionare la deducibilità del costo relativo alle commissioni pagate dalla società Beta al presupposto della corrispondente tassazione dei ricavi conseguiti dalla società Alfa, piuttosto che assimilare semplicemente l’usufrutto di azioni al contratto di Stock Lending, per poi applicare automaticamente a quest’ultimo la disposizione di cui l’art. 109, comma 8, del D.P.R. n. 917/1986.

Per ulteriori informazioni in materia di Stock Lending scrivici all’indirizzo info@itaxa.it oppure compila il Modulo di contatto.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Avatar

Avv. Antonio Merola

Avvocato tributarista specializzatosi in Fiscalità Internazionale in Olanda presso l’International Tax Center (ITC Leiden) dell’Università di Leiden con LL.M. (Master of Laws) in International Tax Law (dopo un Master Universitario in Pianificazione Tributaria Internazionale e un Master Universitario in Diritto Tributario in Italia), da diversi anni si occupa di Consulenza Fiscale e Contenzioso Tributario a favore di Persone Fisiche e Società.