Voluntary disclosure 2018: riapertura per conto corrente e immobile all’estero

Con l’arrivo dei primi dati derivanti dallo scambio automatico delle informazioni a livello internazionale,  attraverso il D.L. n. 148/2017 il Fisco riapre i termini della voluntary disclosure per dare la possibilità, ad una precisa categoria di contribuenti, di regolarizzare le violazioni degli obblighi di monitoraggio fiscale degli investimenti e delle attività detenute all’estero (Quadro RW).

Riapertura voluntary disclosure: chi riguarda?

La nuova voluntary disclosure, sotto il profilo soggettivo, riguarda i contribuenti fiscalmente residenti in Italia e i loro eredi, i quali in precedenza erano iscritti all’AIRE (Anagrafe degli italiani residenti all’estero) oppure che hanno prestato attività in via continuativa all’estero in zona frontaliera o Paesi limitrofi (c.d. frontalieri).

Attività oggetto della nuova voluntary disclosure

Attraverso la nuova voluntary disclosure è possibile regolarizzare le violazioni riferite alle attività depositate e le somme detenute sui conti correnti e sui libretti di risparmio all’estero (ivi incluse partecipazioni, obbligazioni, metalli preziosi ecc.) alla data del 6 dicembre 2017 (giorno di entrata in vigore della Legge di conversione del D.L. n. 148/2017).

Viene inoltre previsto che la sanatoria è valida solo se le predette somme e attività derivano dai redditi di lavoro dipendente e di lavoro autonomo prodotti all’estero.

Altresì, la regolarizzazione viene estesa anche alle somme e alle attività derivanti dalla vendita di beni immobili detenuti nello Stato estero in cui il contribuente ha svolto la propria attività lavorativa in maniera continuativa.

Ne deriva che le violazioni relative alla detenzione degli immobili all’estero possono essere sanate solo se questi ultimi sono già stati venduti, riguardando la nuova voluntary disclosure le somme derivanti dalla loro vendita.

Violazioni sanabili con la nuova voluntary disclosure

Attraverso la nuova voluntary disclosure il contribuente può sanare le violazioni commesse in materia di monitoraggio delle attività e degli investimenti all’estero (art. 4 del D.L. n. 167/1990), derivanti dalla mancata compilazione del Quadro RW della dichiarazione dei redditi.

Inoltre, la sanatoria si estende anche alle violazioni di mancata dichiarazione e di omesso versamento delle imposte sui redditi che hanno fonte nelle attività e nelle somme oggetto della nuova voluntary disclosure.

Costo della nuova voluntary disclosure

Con la nuova voluntary disclosure, in maniera molto simile a quanto previsto dal precedente c.d. scudo fiscale (D.L. n. 350/2001), l’interessato può sanare le violazioni commesse pagando una somma pari al 3%del valore delle attività  e delle giacenze al 31 dicembre 2016, a titolo di imposte, sanzioni e interessi.

Scadenze e preclusioni della nuova voluntary disclosure

I contribuenti che intendono regolarizzare le violazioni commesse devono presentare la relativa istanza entro il 31 luglio 2018, procedendo al versamento spontaneo di quanto dovuto in un’unica soluzione entro il 30 settembre 2018 oppure, in alternativa, in 3 rate mensili di uguale importo la cui prima rata deve essere versata anch’essa entro il 30 settembre2018.

La procedura di volountary disclosure si perfeziona con il pagamento dell’unica soluzione oppure, in caso di rateizzo, con il pagamento dell’ultima rata.

Il D.L. n. 148/2017 precisa, altresì, che con riferimento alle somme e alle attività oggetto della nuova voluntary disclosure, i termini a disposizione dell’Agenzia delle Entrate per l’accertamento delle violazioni che scadono a decorrere dal 1° gennaio 2018 vengono fissati al 30 giugno 2020.

Infine, non possono accedere alla nuova voluntary disclosure i contribuenti che hanno aderito alle precedenti versioni (Legge 186/2014), atteso che costoro avrebbero già dovuto dichiarare in quella sede tutte le attività e le somme detenute all’estero.

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Avv. Antonio Merola

Avvocato tributarista specializzatosi in Fiscalità Internazionale in Olanda presso l’International Tax Center (ITC Leiden) dell’Università di Leiden con LL.M. (Master of Laws) in International Tax Law (dopo un Master Universitario in Pianificazione Tributaria Internazionale e un Master Universitario in Diritto Tributario in Italia), Partner dello Studio ITAXA specializzato in Consulenza Fiscale Internazionale, da diversi anni si occupa di Consulenza Fiscale e Contenzioso Tributario a favore di Persone Fisiche e Società.