Voluntary disclosure: riapertura dei termini

Con il D.L. 193/2016 il Governo ha previsto la riapertura dei termini della voluntary disclosure e la possibilità di presentare le nuove istanze di collaborazione volontaria fino al 31 luglio 2017.

Le novità della voluntary disclosure bis

Con la riapertura dei termini della voluntary disclosure i contribuenti che detengono capitali o patrimoni all’estero hanno un’altra possibilità per regolarizzare la propria posizione con il Fisco italiano, potendo formalizzare l’istanza di adesione alla nuova voluntary disclosure entro il termine ultimo del 31 luglio 2017 e presentare le relative integrazioni, ulteriori informazioni e documentazione fino al 30 settembre 2017.

Non potrà aderire alla nuova voluntary disclosure chi ha già presentato l’istanza in passato oppure che ha avuto formale conoscenza di accessi, ispezioni, verifiche o dell’inizio di qualunque attività di accertamento amministrativo o di procedimenti penali relativamente alle violazioni che intende sanare.

E’ prevista la proroga fino al 31 dicembre 2018 per i termini di accertamento che scadono a decorrere dal 1° gennaio 2015.

Per coloro che aderiscono alla nuova voluntary disclosure è riconosciuta la non punibilità per il reato di autoriciclaggio, di cui all’art. 648-ter1 del codice penale, commesso con riferimento ai reati tributari, previsti dagli artt. 2, 3, 4, 5, 10-bis e 10-ter del D.Lgs. 74/2000, perpetrati relativamente alle attività che formano oggetto della procedura di collaborazione volontaria, fino alla data del versamento della prima rata o delle integrali somme dovute per la regolarizzazione.

A differenza della prima versione della voluntary disclosure la nuova procedura riconosce al contribuente la possibilità di liquidare spontaneamente le imposte, le sanzioni e gli interessi dovuti entro il termine del 30 settembre 2017, ottenendo particolari benefici in termini di riduzione delle sanzioni.

Per le violazioni relative alla compilazione del Quadro RW è accordato il beneficio del cumulo giuridico delle sanzioni previste per le diverse violazioni che derivano da una medesima condotta o per le violazioni della stessa natura commesse in diversi anni d’imposta.

L’interessato non può avvalersi della compensazione, ma ha la possibilità di pagare con tre rate mensili di pari importo.

Qualora, invece, il contribuente non proceda spontaneamente al versamento di quanto dovuto, l’Agenzia delle Entrate gli invierà un invito al contraddittorio, entro il 31 dicembre 2018, limitatamente agli imponibili, alle imposte, alle ritenute, ai contributi, alle sanzioni e agli interessi relativi alla procedura, rispetto a tutte le annualità e le violazioni che ne formano oggetto.

Il contribuente potrà aderire all’invito dell’Ufficio pagando integralmente o con dilazione delle somme, ma in questa ipotesi i benefici della riduzione delle sanzioni saranno inferiori rispetto all’ipotesi del pagamento spontaneo.

In ogni caso, il mancato pagamento anche di una delle rate impedisce il perfezionamento della procedura di voluntary disclosure.

La sanzione per la mancata compilazione del Quadro RW relativamente agli investimenti e alle attività detenute in Paesi a fiscalità privilegiata (c.d. Black List) è ridotta a quella minima del 3%, già prevista per i Paesi White List, se con questi Stati l’Italia abbia nel frattempo sottoscritto un accordo che consente un effettivo scambio di informazioni, ai sensi del Modello OCSE di Convenzione contro le doppie imposizioni o di Accordo per lo scambio di informazioni (TIEATax Information Exchange Agreement).

Viene, infine, rinnovata la possibilità di regolarizzare anche le violazioni fiscali commesse con riferimento a redditi prodotti in Italia, disponendosi una particolare procedura per l’emersione del denaro contate detenuto in Italia.

La convenienza della nuova voluntary disclosure

La nuova voluntary disclosure costituisce, in buona sostanza, l’ultima possibilità di sanare, in maniera particolarmente agevolata, le violazioni commesse relativamente ai redditi e ai capitali esteri.

Infatti, bisogna sottolineare che, intanto il Fisco ha interesse a che i contribuenti collaborino volontariamente alle strategie di emersione dei redditi e dei patrimoni esteri occultati, anche concedendo loro degli “sconti di pena”, in quanto non potrebbe provvedervi in maniera autonoma.

Dall’anno 2017, invece, il panorama internazionale dello scambio delle informazioni fiscali risulterà profondamente cambiato, con la possibilità anche del nostro Paese di ricevere dai Paesi esteri i dati fiscali dei soggetti fiscalmente residenti in Italia, al fine di verificare la correttezza delle relative posizioni, recuperare le imposte evase e comminare le rispettive sanzioni in misura piena, nonché rilevare la commissione di ipotesi di reati fiscali.

La caduta degli storici paradisi fiscali come Svizzera, San Marino, Principato di Monaco, Panama, Isole Cayman, Hong Kong, Guersey, Isole di Man, Jersey, Isole Cook, Gibilterra ecc., testimonia la chiara volontà della comunità internazionale di sconfiggere l’evasione fiscale internazionale, quindi coloro che detengono ancora redditi e capitali esteri non dichiarati non possono fare altro che regolarizzare la propria posizione fiscale, sfruttando i benefici in termini sanzionatori previsti dalla nuova voluntary disclosure.

Scaduti i termini per aderire alla procedura di collaborazione volontaria, con buona probabilità l’Agenzia delle Entrate intensificherà la lotta all’evasione fiscale internazionale, attraverso lo scambio automatico di informazioni e la richiesta di informazioni individuali e di gruppo (circostanziate) agli Stati esteri, nonché avvalendosi della nuova banca dati “Cover” studiata per profilare i fenomeni ad alta pericolosità fiscale, formalizzando gli accertamenti fiscali a carico dei contribuenti più “temerari”.

Per ulteriori informazioni e assistenza per la nuova voluntary disclosure scrivici all’indirizzo info@itaxa.it oppure compila il Modulo di contatto.

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Avv. Antonio Merola

Avvocato tributarista specializzatosi in Fiscalità Internazionale in Olanda presso l’International Tax Center (ITC Leiden) dell’Università di Leiden con LL.M. (Master of Laws) in International Tax Law (dopo un Master Universitario in Pianificazione Tributaria Internazionale e un Master Universitario in Diritto Tributario in Italia), Partner dello Studio ITAXA specializzato in Consulenza Fiscale Internazionale, da diversi anni si occupa di Consulenza Fiscale e Contenzioso Tributario a favore di Persone Fisiche e Società.